La nuova frontiera del lusso è fatta con Baby Alpaca

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La “baby alpaca” rappresenta il futuro della maglieria, del Made in Italy, del lusso e, in una sola parola, dell’abbigliamento. Parliamo di una lana ma attenzione, “baby” non deriva dal cucciolo dello stupendo animale peruviano, ma sta a significare una fibra incredibilmente sottile che rivoluzionerà il concetto di materiale utilizzato per la produzione di elementi fashion. E non solo per le sue caratteristiche, ma anche per la sua sostenibilità ambientale.
Con la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno tra pochi giorni, verranno riposti negli armadi t-shirt e camice di lino, e si andrà alla ricerca di capi ugualmente leggeri ma con cui proteggersi dal freddo. Ed è proprio per questo che l’introduzione della fibra baby alpaca promette una vera e propria rivoluzione. La lana proviene dagli alpaca degli allevamenti del Sudamerica, tosati a mano una volta l’anno nel corso della stagione calda: è un procedimento ereditato dagli antichi Inca, che riservavano questa fibra preziosa alle famiglie imperiali.
Perché la lana baby alpaca è considerata fin dai tempi passati l’emblema del lusso? La risposta sta nel fatto che è praticamente perfetta: protegge dal freddo, mantiene il calore corporeo, non provoca reazioni allergiche, non attira polvere. In poche parole possiede tutte le caratteristiche delle altre fibre messe assieme: la resistenza della lana merino, la setosità dell’angora, la lucentezza del mohair, la morbidezza del cashmere. E l’impatto ambientale, come già accennato, è minimo a differenza dei metodi di lavorazione sulle altre fibre, che in certe parti del mondo così come in Italia, stanno diventando un problema. Da più parti negli ultimi anni sono provenute segnalazioni riguardanti l’inquinamento derivante dalle produzioni e l’alimentazione di capre e pecore.
L’alpaca, invece, è allevato soprattutto in fattorie storiche che conoscono perfettamente questo animale che bruca la vegetazione senza distruggerne le radici e necessita di poca acqua. Senza contare che dalla tosatura di un solo alpaca è possibile produrre anche sei maglioni. Per fare un rapido confronto, basti pensare che per un maglione di cashmere è necessario tosare in media quattro o cinque pecore.
E’ per tutto questo che i più innovativi brand del Made in Italy stanno puntando sulla fibra allo stesso tempo antica e futuristica.
Non resta che indossare un maglione di baby alpaca ed attendere la stagione fredda!